NAPOLI: PRIMO MARZO #EUROPEFORALL // Incrociamo le lotte, apriamo i confini!

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PER UN PRIMO MARZO DI TUTTE E TUTTI

Il 2015 è stato l’anno in cui tutte le contraddizioni nell’Europa della crisi e dell’austerity hanno espresso il loro potenziale nocivo: l’avanzata delle destre xenofobe, l’inasprimento e la militarizzazione delle frontiere, la precarizzazione crescente del lavoro e lo smantellamento strutturale di ogni forma di welfare in direzione di un sistema basato sul workfare.

Il legame tra forme istituzionali (e non) di razzismo e il crescente impoverimento delle classi subalterne mediante la sistematica riduzione dei diritti del lavoro si conferma indissolubile. Per questo pretendiamo l’istituzione di un permesso minimo europeo che metta fine alla strumentale distinzione tra migranti “buoni”, i rifugiati, e migranti economici “cattivi”, spesso costretti alla “clandestinità”, e che, svincolato dal lavoro, non ponga i/le migranti nella condizione di accettare qualunque condizione lavorativa per il rilascio dei documenti. Il ricatto a cui sono sottoposti i migranti ricade anche su tutti/e i/le precari/e, i/le lavoratori/lavoratrici e i/le disoccupati/e e rende necessaria l’unione delle lotte in nome della rivendicazione di un salario minimo europeo e un reddito minimo garantito e incondizionato, che diano a tutte e tutti la possibilità di non cedere al ricatto del lavoro.

Funzionale a questa logica di sfruttamento è tutta la retorica della paura e del terrore, fatta di narrazioni tossiche e strumentalizzazioni mediatiche atte a giustificare politiche emergenziali di sicurezza che, lungi dal riguardare unicamente i soggetti migranti porta con sé forme di repressione che colpiscono tutti e tutte noi.

In questo contesto, ci sembra importante accogliere l’invito partito dallo strike meeting transnazionale di Poznan per assumere la giornata del 1 marzo come momento di mobilitazione e rivendicazione di tutte le lotte, dentro e fuori i luoghi di lavoro. L’obiettivo vuole essere quello di unire ciò che al momento è disgregato, “sindacalizzare gli insindacalizzabili”.

Nel raggiungere questo obiettivo è di primaria importanza ricompattare le lotte che le diverse realtà cittadine stanno da tempo portando avanti e accrescerle in un ragionamento comune più ampio della somma delle sue parti, di cui il 1 marzo possa costituire un punto di partenza fondamentale.

Crediamo inoltre che le specificità del nostro territorio possano rappresentare un contributo importante al più largo discorso europeo: il ruolo che i migranti e le migranti ricoprono nella nostra regione all’interno della filiera agro-industriale, la concentrazione nei nostri territori dei CAS, centri di accoglienza di natura “emergenziale”, quasi sempre sovraffollati e al centro di scandali, la diffusione della disoccupazione e del lavoro a nero nel nostro territorio, l’ingente portata dell’emergenza abitativa e la mancanza di investimenti in politiche di welfare problematizzano ulteriormente il quadro che ci rimanda il contesto europeo. Ma questi aspetti rappresentano anche l’oggetto di campagne, lotte e rivendicazioni a cui attivisti e attiviste, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate si dedicano quotidianamente attraverso pratiche di mutualismo di cui gli sportelli per il diritto all’abitare, gli ambulatori medici e i corsi di italiano ai migranti sono solo pochi esempi.

MINIMO MINIMO… VOGLIAMO SALARIO, REDDITO, PERMESSO!

Adesioni aperte in aggiornamento:

Campagna Magnammece o Pesone
Aula Flex
Aula LP
CLAP Napoli
Collettivi Studenteschi Centro Storico
Collettivo 48ohm
Nablus – Scuola di Migranti
Rete No Border Napoli
Rete Scacco Matto
Squola Popolare Loska
Terranostra Occupata
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