Dallo STRIKE X CULTURE, un invito al futuro

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A partire dall’accumulazione prodotta con lo Sciopero Sociale, ribadiamo la necessità di incontro tra addette/i ai lavori volta alla costruzione di una rete di comunicazione, cooperazione, organizzazione e mutuo sostegno come piattaforma vertenziale e rivendicativa per il tempo a venire. Sottolineiamo l’urgenza  di autorganizzare il lavoro culturale attraverso reti larghe di lavoratrici e lavoratori titolari di diritti al fine di rafforzare il potere di negoziazione sociale intorno alle condizioni del lavoro culturale e dello spettacolo, in connessione con le lotte alla precarietà ed allo smantellamento delle esistenze.

Il workshop vedrà protagoniste le realtà che negli ultimi 4 anni hanno lavorato sull’immaginazione, lo sviluppo e la pratica di nuove politiche culturali e di nuove forme di organizzazione del lavoro culturale e dello spettacolo, a partire dalla riappropriazione, gestione e cura di spazi nevralgici delle città su cui queste esperienze insistono. Assecondando la direzione delle 3 giornate di meeting, la sezione andrà verso l’elaborazione di proposte di avanzamento e di ampliamento delle lotte specifiche e dello spazio politico occupato ed agito dalle lavoratrici e dai lavoratori dello spettacolo, delle arti visive, del cinema, delle maestranze teatrali, dagli operatori e operatrici culturali, da ricercatrici e ricercatori e da tutta quella eterogenea aggregazione di lavorat*, student* e utenti che queste proposte politiche, culturali e sociali hanno prodotto fino ad ora sull’intero territorio nazionale. Interpretiamo questo momento come un passaggio politico importante e doveroso, una responsabilità da cui non possiamo sottrarci in coerenza col respiro delle lotte che ogni realtà conduce quotidianamente sui propri territori, in vista della costruzione di orizzonti comuni che siano anche strategici e di coordinamento e composizione con tutto il panorama del lavoro precario ed intermittente violentemente aggredito negli ultimi anni. L’elaborazione di un’agenda culturale, politica e sociale, nazionale ed europea.

Ogni realtà si concentrerà su singoli temi, quelli che corrispondono alle pratiche messe in atto, individuando nel corso del ws quali prospettive politiche focalizzare ed agire, nella convinzione che si possa avanzare soltanto coalizzando le lotte e mettendo insieme forze, competenze e intelligenze.

Anche il lavoro culturale e dello spettacolo rientra, in parte, nello schema del lavoro autonomo. Il workshop, quindi, dialogherà con quello costruito da freelance, professionisti atipici e degli ordini, lavorat* della conoscenza e per questa parte, salvo una breve disamina, ci si riserva, nel corso della mattinata, di intessere un momento di elaborazione e confronto comune.

Invitiamo tutte e tutti ad un dialogo aperto su:

  1. Forme di organizzazione del lavoro culturale ed artistico: stabili; compagnie; partite Iva. Fondi pubblici, produzione e distribuzione;
  2. Beni comuni e stress del diritto – teorie e pratiche di autorganizzazione e autogoverno
  3. Diritto d’autore – disponibilità ed indisponibilità – monopolio Siae, Creative Commons, avanguardie europee
  4. Defiscalizzazione della cultura: degli spazi e del lavoro; accessibilità.
  5. Intermittenza e reddito
  6. Nuovi modelli sociali e produttivi – cooperazione, mutualismo ed autoproduzione

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